Maurizio Campobasso

“Fotografo cercando l’arcadia nella realtà”, anche se sono consapevole che la mia è una mera utopica ricerca.

Sono nato a Treviso, nella seconda metà del secolo scorso. L’incipit è avvenuto in modo analogico nel 1983 con la reflex Yashica FX3.
Però immaginavo il mio futuro fotografico nel 6×6. Così una Yashica Matt 124G è diventata la mia compagna di molti scatti … e ne sono passati di rulli 120 dentro il suo caricatore. I miei preferiti erano gli Agfa, quelli con le linguette di carta collata per la chiusura del rullino al sapore di menta…
Adoravo le pellicole lente a 25 e 50 ISO, il nero vellutato delle carte baritate ILFOBROM Galerie matt e le tonalità dei viraggi ai sali metallici.
Ho sempre percepito la fotografia alla sola luce visibile come un limite. Per me la realtà inizia molto prima e finisce molto dopo i colori dell’arcobaleno. Fotografo da sempre dall’ultravioletto all’infrarosso vicino, passando per la luce visibile.
Sono un principiante fotografo. Però sono anche un principiante alchimista e, durante la ricerca della mia pietra filosofale, sono rimasto ammaliato dalla stampa delle gomme bicromatate ai pigmenti. Questo fa di me anche un principiante pittorialista.

Nella vita reale sono un tecnico elettronico. Pixel e sensori digitali mi aiutano a quantizzare la realtà, a farla stare dentro mia immaginazione.
Fotografo per me, ma mi piace condividere le mie esperienze anche con altre persone.
Mi piace fotografare tutto quello che è fermo, immobile, immutabile, sospeso nel tempo. Cavalletto, macchina fotografica e scatto flessibile li sento inscindibili, come un’unica attrezzatura fotografica.


Mostre personali:
• “Fotografie in bianco e nero” nel Febbraio 1994, presso “Spazio Canoniche Nuove” a Treviso.
• “Gomme bicromatate ai pigmenti” nel Dicembre 1994, presso in chiostro dell’Abazia Benedettina “S. Maria” a Mogliano Veneto (TV).

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